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Considerazioni in ordine sparso.

E’ stata una giornata densa di pensieri e riflessioni, questa che volge al termine. Pensieri e riflessioni di un certo tenore che ritengo di dover appuntare, onde evitare l’oblio che mi condurrebbe, in taluni casi, di nuovo a sbagliare.

Comincerò dall’ultima considerazione, fresca di serata.
Certi maschi sono stronzi a tal punto da rasentare l’agonismo. Roba da mondiali, anzi no, da Olimpiadi.
Sono quelli che vagano per il mondo con una maschera in tasca, pronta per ogni occasione: il fidanzato modello, il fidanzato saggio, il fidanzato generoso, il fidanzato premuroso, il fidanzato coccolone, il fidanzato moderno. Ma alla prima certezza di averti in pugno: zac! Via la maschera e sotto il vestito? Niente. Solo la faccia di uno stronzo.
Ed io la faccia dello stronzo ce l’ho bene in mente. D’ora in poi qualsiasi faccia di stronzo avrà quella faccia. Stronzo.

Riflettevo poi sulla differenza tra l’essere amico di qualcuno e fare l’amico di qualcuno. A questa idea proprio non riesco ad abituarmi e puntualmente eccola là, la fregatura.
Vedremo.

A proposito della caducità delle amicizie, poi, ho pensato all’invidia. A quel sentimento frustrante che, ahimè, perseguita le nostre vite. L’invidia è la tomba dei rapporti umani. In particolare dei rapporti di amicizia. Sono due parole che non possono stare a contatto, sennò scoppia un casino. Se c’è amicizia non c’è invidia. Se c’è invidia non c’è amicizia. Roba di proporzionalità inverse, credo.

E poi pensavo alla spocchia, all’arroganza di certi personaggi, personaggi che si atteggiano a maestri, ma maestri di cosa, mi chiedo? Mbah.
Non mi sono mai ritenuta una scrittrice perchè scrivo su questo o su quel blog.
Non mi sono mai ritenuta una chitarrista perchè so fare il “giro di DO”.
Non mi sono mai ritenuta una pittrice perchè mi piace scarabocchiare margherite su pezzi di carta trovati qua e là.
Non mi sono mai ritenuta una pasticcera perchè ho imparato a fare la torta cioccomenta, quella al vino e cannella o la cheesecake.
Non mi sono mai ritenuta una fotografa perchè ho la passione della fotografia.

Ergo, che senso ha salire in cattedra, sputare sentenze altisonanti e credersi l’ultimo genio in materia? Tutto ciò mi provoca ilarità. Sana e genuina ilarità.

Perchè è l’umiltà che manca all’uomo e alla donna medi, oggigiorno.

Ma è l’umiltà che rende maestri. Grandi maestri.

Al mio fidanzato che non porta maschere,
ai miei amici che sono amici,
alle mie più care amiche che ignorano la parola invidia,
al mio maestro che “sussurra solo a chi può comprendere“.

In sottofondo Hello goodbye – The Beatles.

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Denkiu.

In sottofondo il silenzio di un lunedì pomeriggio.

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The dark side of myself.

Sono stanca. Mentalmente sfinita.
Ho bisogno di staccare. Lontano o no, ho bisogno di curarmi un po’.
Nel frattempo cerco un nuovo abitino.
Il bianco mi ha stufato.

In sottofondo la TV che rumoreggia in cucina.

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Tracce di violazioni

La vita violata.
Il passato violato.
Le avventure violate, quelle in coppia, quelle in solitudine, quelle che non c’entrano nulla.
Le parole violate, di nascosto, ma non troppo.
Le serrature forzate con parole indovinate, rubate, azzeccate.
La fiducia violata, ora una volta per tutte.
Gli amici violati, insieme agli affetti.
L’eco di un ricordo che brucia ancora nel petto. Che ho provato ad ingoiare con tutte le mie forze. Ma che oggi è risalito, sù a galla. In una realtà identica, violata allo stesso modo.
L’eco di una vita passata che per fortuna ha lasciato solo roba buona.
La speranza che passi anche questa, che pare clonata a sua immagine e somiglianza.
La speranza che, al contrario dell’amore, almeno l’orgoglio non venga mai più violato.

In sottofondo silenzio

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Constatazioni.

Oggi è domenica.
E da un bel po’ di tempo a questa parte ho scoperto che la domenica non mi piace.
Devo inventarmi qualcosa che cancelli questo giorno dalla settimana o perlomeno tenermi impegnata a tal punto da non sentirla sotto i piedi. Si accettano suggerimenti.
Nel frattempo vado a suonare.
E vediamo un po’.

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