Articoli con tag ambizioni

Citazioni esemplari.

Io credo, sinceramente credo, che non c’è miglior via per arrivare a scrivere sul serio che di scribacchiare giornalmente.

Italo Svevo

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Diagnosi di una giornata tipo.

La ricerca di un libro. La ricerca del titolo di una canzone. La ricerca dell’attimo da fotografare. La ricerca di un attimo per sviluppare quell’attimo. La ricerca di un minuto per riposare e di un minuto da impostare sulla sveglia al mattino. La ricerca di una meta, la ricerca della metà. La ricerca degli ingredienti da mescolare per fare un ciambellone grande grande. La ricerca di un locale da invadere il venerdì sera. La ricerca di un profumo, sugli scaffali di una drogheria o per le strade, appiccicato alle persone, per farmi compagnia quando cammino sola. La ricerca di una frase emblematica, di una parola nuova, di un significato da comprendere o spiegare. La ricerca del sole, del fresco o del caldo, dell’odore del mare. La ricerca di un bacio stesi nel letto. La ricerca di una mano, incrociata alle dita, in mezzo alla gente. La ricerca di un amico, di un ricordo stampato su carta lucida e sui muscoli. La ricerca di un regalo, di un premio, di una gara, di adrenalina nuova. La ricerca di un concerto giusto per assaporare una birra rossa. La ricerca dell’amante giusto, la ricerca di una casa, la ricerca di una data da registrare, da festeggiare, da ricordare. La ricerca di un bambino. La ricerca di un luogo per la Pasquetta, di uno per il 25 aprile, di uno per il 1 maggio. La ricerca della bibita giusta. La ricerca di una bustina di thè, di chocolate black tea. La ricerca di una colpa, di una smentita, di una scusa, di un errore. La ricerca di una lavoro. La ricerca di un lavoro. La ricerca di un lavoro. La ricerca che più mi attanaglia lo stomaco, più mi offusca la ragione, più destabilizza la mia pazienza. La ricerca di una coperta più fresca, di un film in tv o in dvd. La ricerca di fasce colorate da arrotolare intorno alle mani, per picchiare meglio, per picchiare più forte. La ricerca di una parola sussurrata. La ricerca di una pizza, di una maglietta scivolata in fondo al cassetto, di una boccetta di smalto, di un vecchio CD, di qualcosa da mettere dentro un sandwich. La ricerca di un pensiero per stare meglio, di una soluzione, di una distrazione. La ricerca di una carezza, di un negozio, di un programma da seguire. La ricerca di un post da scrivere. La ricerca di qualcosa da leggere, di un gioco da fare in compagnia. La ricerca dell’amore e dei frutti che esso dà. La ricerca della felicità e della pace dei sensi.
La ricerca di ogni cosa. La ricerca di qualsiasi cosa. Senza sosta. Senza soluzione di continuità. Tra affanni e speranze che stentano a stare in piedi. Almeno per questa giornata.

In sottofondo El mañana – Gorillaz

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I giorni di festa.

Da qualche tempo non riesco più a godermi i giorni di festa. Ci riflettevo oggi.
Oggi che è Pasqua. Una Pasqua soleggiata e ventilata, a casa, con la mia famiglia, semplice e calda.
Per pranzo ho preparato un antipastino mentre mamma friggeva i carciofi in veranda. Papà era sulla sua poltrona a leggere il suo librone di turno e mia sorella in camera davanti al pc. Otto faceva la spola come al solito, tra il tavolo con l’antipasto e la cucina con i carciofi.
Per questa Pasqua ho espresso per la prima volta un desiderio: che sulla nostra tavola non ci fossero agnelli o capretti. I miei mi hanno accontentata e questo mi ha rasserenata molto.
Ma nel silenzio pacato dei preparativi, sotto il tetto picchiato dal sole e l’odore di buono nelle stanze, mi sono resa conto di essere tutt’altro che tranquilla. Oggi è un giorno di festa ed io non me lo sto godendo. Mi sento irrequieta e  il germe dell’ansia di turno ha preso il sopravvento, proprio adesso. Nel bel mezzo della mia digestione senza agnelli e capretti. Tra cioccolata e carciofi fritti.
Ce l’ho con me in realtà. Sto facendo i conti con me.
E’ il momento dell’insoddisfazione, del rimpianto, del rimorso, dei se e dei ma aggrovigliati al mio intestino.
E’ il momento delle recriminazioni, delle scazzottate tra sogni e scelte.
E’ il momento della bilancia per le decisioni, della sfera di cristallo per i progetti, della seduta spiritica per ciò che tempo fa, decisa, ho rifiutato.
E’ il momento dell’esame di maturità del mio carattere, l’ennesimo, a scadenza annuale. Forse ho fatto bene. Forse avrei potuto aspettare. Forse ho fatto davvero una grande cazzata.
Ripenso al lavoro in redazione. Tanti mesi di crescita, di fatica, di feste sacrificate, di idee germogliate, di soldi abortiti, di polemiche, di prese per il culo, di entusiasmo e di disincanto. Ci avevo creduto per davvero. Solita ingenua del cavolo.
La scrittura, nella mia scalata verso il successo occupava il secondo posto, immediatamente dopo l’archeologia.
Ma la mia determinazione, la mia dannata, serrata, irremovibile determinazione non sa tenersi un cece in bocca.
Non sa più accettare promesse, compromessi e contratti a tempo da determinare.
Ha preso il sopravvento sui miei sogni e non riesco più a frenarla.
Ha intorpidito il mio podio del successo e bloccato qualsiasi mia ambizione di tipo professionale.

Oggi però è un giorno di festa.
Per la mia determinazione è festa.

E a me tocca fare i conti con i miei sogni.

In sottofondo Ask – The Smiths

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