Articoli con tag senza saliva

Non basta più.

Non una lacrima. Solo un senso di peso sullo stomaco, vuotato appena imboccata la strada diritta che costeggia la riva di sabbia e sale.
Non una lacrima. Solo tanta stanchezza nelle ossa e nei polmoni.
Non una lacrima. Solo un groviglio di dubbi, domande e certezze.
La vita cambia, i pensieri cambiano, i desideri cambiano, le persone cambiano, i sentimenti cambiano. Ed io con loro.
Me ne rendo conto ogni weekend, da qualche settimana a questa parte.
Non bastano le pietre, la terra, l’odore di umido, il senso di sorpresa costante, lo stomaco bruciato da un olio strano, il fresco della mattina appena nata, le chiacchiere rimbalzate nell’eco di notti sempre troppo brevi.
Non più.
Non se sono sola.
Non se lontano da lui, da lei, dai miei, dal mio cane, dalle mie giornate, dalle mie fotografie, dalle mie boccette di profumo in fila sulla mensola affollata, dalle mie parole scritte, pensate, disegnate, sognate, dagli amici, quelli veri, quelli seri, quelli vecchi e quelli nuovi, dai miei ragazzi a scuola, dalle strade della mia città, dalla musica a palla, dalla musica dal vivo, dalla musica sempre nelle orecchie, dai pranzi e dalle cene vere, dai sogni goduti, dai progetti costruiti ogni singola ora.
Oggi sono stanca di credere.
Oggi sono stanca di incazzarmi.
Oggi sono stanca di far finta di nulla.
Oggi sono stanca di essere comprensiva.
Oggi sono stanca di essere diplomatica.
Oggi sono stanca. Stanca di tante cose.
Cose per cui non c’è spazio nella mia vita.

Qualche giorno fa ho sognato un serpente.
E i miei sogni non sbagliano mai.

In sottofondo Sleeping with ghosts – Placebo

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Sex and the city, gli uomini, l’atarassia.

Eppure c’è Sex and the city.
Abbiamo guardato per anni i suoi episodi. Tutti. In tutte le ore del giorno.
Abbiamo collezionato i suoi episodi preziosamente. Per avere un punto di riferimento. Un vademecum da rivedere all’occorrenza.
Doveva essere tutto più facile, più chiaro.
Ma, a quanto pare, l’indottrinamento non è stato abbastanza efficace.
Le parole sono le stesse, le immagini sono le stesse, le lacrime sono le stesse, le speranze spezzate sono le stesse, le promesse mancate sono le stesse, i dolori poco più sù dello stomaco sono gli stessi, gli errori sono esattamente gli stessi.
Gli uomini sono gli stessi. Anche quelli che credevi diversi.
Hanno età diverse, stature corporee diverse, bellezze diverse, voci diverse, culture diverse, fanno lavori diversi, guidano automobili diverse, indossano vestiti diversi, ascoltano musica diversa.
Ma sono tutti esattamente uguali.
Sono gli stessi uomini che abbiamo incontrato nelle nostre vite passate, che abbiamo sentito citare dalle nostre amiche migliori, che abbiamo letto sui giornali scandalistici, che abbiamo dimenticato con tutte noi stesse, ma evidentemente non ci hanno mai abbandonate. Loro che ci hanno lasciate perchè siamo troppo perfette. Perchè siamo la donna giusta nel momento sbagliato. Perchè siamo troppo per loro. Perchè vogliono solo scopare. Perchè non sanno scopare. Perchè hanno smesso di amare. Perchè non l’hanno mai fatto. Perchè non sanno farlo.
Sono gli stessi uomini che ci hanno abbandonato sole in stazione, che si sono tenuti i nostri orecchini dimenticati sul comodino dopo una serata che credevi fosse un inizio.
Sono gli stessi uomini con cui almeno una volta hai organizzato un matrimonio, dei figli, un cagnolone e una splendida casa piena di fotografie.
Sono gli stessi uomini per cui hai acquistato una quantità indefinibile di vestiti e scarpe, che adesso osservi e non sai se metterai mai, o mai più.
Sono gli stessi uomini che ti hanno promesso, che ti hanno promesso, e che ti hanno promesso ancora. Ma non hanno mai mantenuto.
Sono gli stessi uomini con i quali hai prenotato una vacanza che probabilmente faranno con un’altra.
Sono gli stessi uomini che hanno tolto tutto il mondo, pezzo dopo pezzo, sotto il tuo tacco 12.
Sono gli stessi uomini che hanno desaturato le pareti delle tue giornate infinite.
Sono gli stessi uomini che ti voltano le spalle e che sei certa non sentirai più.
Sono gli stessi uomini che hanno paura di prendersi sul serio.
Sono tutti quegli uomini imperturbabili dinanzi alle passioni.
Ottusamente convinti che stando con te dovranno rinunciare alla loro vita passata.

Sono tutti quegli uomini veri.
Esattamente come la finzione.

In sottofondo Wrong – Depeche Mode

Dedicato a Te che non sei tutto questo.
E a Te che meriti il contrario di tutto questo.

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Chiodi.

Ci sono pensieri che proprio non ti danno tregua. Ci sono pensieri così forti che prendono forma. Che premono sul petto, sulla schiena, lungo la pancia fino a salire sulla gola, a graffiare nella gola, dove fanno più male.
Ci sono pensieri dolci di miele, sbagliati come un controsenso, anelati come un thè freddo in piena estate, agri e dolci come l’incenso e il cioccolato, pungenti come l’acqua che ti sorprende in un pomeriggio placido, quando sei senza ombrello, scuri come un corridoio senza luci, luminosi come l’antica corte interna di un vecchio palazzo subito dopo le sei di pomeriggio. Ci sono pensieri pensati fino a non dormire la notte. Fino a volerne ancora, quando non puoi averne. Quando bisogna scappare, senza guardarsi indietro. Ci sono pensieri sbirciati, quando non puoi guardarli dritti negli occhi.
Ci sono pensieri strani, che prosciugano la saliva, che accarezzano le dita, che scivolano nello stomaco con un bicchiere d’acqua senza bollicine.
Ci sono pensieri che vorresti ancora, che ti tormentano, che si inchiodano, che accantoni e che spuntano all’improvviso. Mentre, di domenica pomeriggio, fuori piove ancora.

In sottofondo Well I Wonder – The Smiths

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